Approfondimenti
Certificazione ISO 14001 e registrazione EMAS delle
Organizzazioni che erogano servizi di ingegneria
di Franco Ligonzo (pubblicato su: "Il Giornale dell'Ingegnere",
N.13-15 luglio 2007)
I timori per la crescita dei prezzi dell'energia, per
la scarsezza di risorse e per la limitazione delle emissioni
stanno conferendo una nuova valenza strategica ai sistemi
di gestione ambientale; si passa, infatti, da una valenza
commerciale "mi certifico (anche) ISO 14001 per distinguermi
dai concorrenti certificati ISO 9001" ad una sostanziale
"implemento un sistema di gestione ambientale per acquisire
vantaggi di costo, di opportunità di mercato e di difendibilità
a medio termine". Per la verità, un simile passaggio
si era già verificato per i sistemi di gestione per
la qualità quando sui mercati era aumentata la pressione
competitiva. Allora, però, poche aziende capirono che
ISO 9001: 2000 e, soprattutto, ISO 9004: 2000 erano
strumenti per migliorare la struttura organizzativa
e per orientarsi alla gestione strategica; la maggior
parte continuò a cercare e mantenere certificazioni
puramente formali, perdendo un'opportunità e sprecando
risorse che potevano essere destinate ad altro. Ora
dobbiamo stare attenti a non commettere lo stesso errore
e, pertanto, dobbiamo capire bene le potenzialità di
un sistema di gestione ambientale. Data la sede (Il
Giornale dell'Ingegnere), farò l'esempio dell'implementazione
di un sistema di gestione ambientale nelle organizzazioni
che erogano servizi di ingegneria (progettazione, supervisione
lavori, esercizio e manutenzione), ma la ragione è anche
un'altra: mettere in evidenza che i sistemi di gestione
ambientale nell'ingegneria hanno la potenzialità per
creare un maggiore valore per il cliente (e quindi per
l'organizzazione) e per i fornitori, purtroppo a fronte
di una maggiore complessità.
A proposito di tale complessità, dobbiamo avere presente
che in queste organizzazioni l'identificazione delle
prescrizioni legali e quella degli aspetti ambientali
(prime attività nell'implementazione di un sistema ambientale)
debbono essere fatte sia per la sede sia per i vari
progetti, come chiede la norma UNI EN ISO 14001: 2004
dove dice di considerare sia gli aspetti ambientali
che l'organizzazione può tenere sotto controllo sia
quelli sui quali esercita un'influenza. Ed è evidente
che per un'organizzazione finalizzata alla produzione
di progetti, l'identificazione delle prescrizioni legali
e quella degli aspetti ambientali sono ben più significative
(in termini numerici e di contenuti) per i progetti
stessi piuttosto che per la sede, a maggior ragione
per l'ingegneria degli impianti di processo. Inoltre,
essendoci diversi livelli di progettazione, quelle attività
di identificazione debbano essere ripetute più volte
per lo stesso progetto. Possiamo quindi confermare la
prima affermazione: per le organizzazioni che erogano
servizi di ingegneria, a maggior ragione per impianti
di processo, l'implementazione di un sistema di gestione
ambientale e poi la certificazione ISO 14001 o la registrazione
EMAS sono significativamente più impegnative che per
le organizzazioni che gestiscono unicamente una propria
sede o propri impianti.
D'altra parte, come abbiamo detto sopra, a questo maggior
impegno corrisponde un maggior valore per il cliente
(gestore dell'impianto), infatti:
- la progettazione, in quanto influenza l'emissione
di sostanze di scarto (solide, liquide, gassose) lungo
tutta la durata di vita dell'impianto e gli impatti
legati allo smantellamento a fine vita, impatta significativamente
sull'ambiente circostante e sulle relazioni del gestore
con le autorità e gli stakeholder,
- la progettazione, in quanto influenza i consumi
di risorse (soprattutto per gli impianti energivori),
impatta significativamente sui costi diretti del cliente
(gestore) e sulla salute e sicurezza del suo personale,
- la progettazione, in quanto considera le possibilità
di funzionamenti anomali o di fatti eccezionali, impatta
sulle condizioni di rischio del cliente e delle aree
circostanti.
Possiamo quindi confermare la seconda affermazione:
la progettazione "ambientale" è critica non solamente
nell'ottica dello Sviluppo Sostenibile ma anche nell'ottica
del valore creato per il cliente. Inoltre, il sistema
di gestione ambientale della società d'ingegneria ha
influenza anche sui fornitori, infatti:
- per conseguire buone prestazioni ambientali dell'impianto,
sono necessarie buone prestazioni ambientali dei componenti,
- per consentire le scelte più opportune in sede di
progettazione, è necessario conoscere, oltre alle
caratteristiche prestazionali, anche quelle ambientali
e di affidabilità dei componenti,
- per assicurare l'uso corretto dei componenti in
fase di esercizio, è necessario che la progettazione
degli stessi consenta una corretta manutenzione e
una completa disanima dei rischi e dei rimedi in caso
di funzionamenti anomali.
Possiamo quindi confermare anche la terza affermazione:
la progettazione "ambientale" è critica anche nell'ottica
del valore creato dal fornitore.
Seguendo questo ragionamento, abbiamo individuato un
filo che lega chi conduce l'impianto (che ho chiamato
"cliente"), chi lo progetta e chi produce i componenti
e, per ogni prodotto di questa filiera, è emersa la
necessità di conoscere sia le caratteristiche di produzione
che quelle ambientali. Ma per raggiungere gli obiettivi
di business e per prendere impegni vincolanti con gli
stakeholder occorre che quelle caratteristiche siano
certe e quindi diventano necessarie forme di certificazione
o registrazione delle prestazioni. Per l'impianto e
per il progetto, trattandosi di prodotti sempre diversi
(quantomeno per il sito), le forme di garanzia applicabili
non possono che essere la certificazione ISO 14001 o
la registrazione EMAS dell'organizzazione. Per i componenti
sarebbe preferibile, secondo me, un'etichettatura ambientale
(per esempio un'etichettatura applicata sul prodotto
di tipo II EN ISO 14021: 2002), ma questo è un altro
discorso.
A beneficio dei lettori, completo l'esempio aggiungendo
che un sistema di gestione ambientale per l'ingegneria
deve basarsi su tre capisaldi:
- la redazione di un "Piano ambientale", simile al
Piano della Qualità, che comprenda tutti i vincoli,
obiettivi, target, strumenti, sistemi di verifica
e di correzione ambientali di commessa,
- la documentazione delle risultanze del processo
di analisi degli impatti ambientali fatto pure su
commessa e da consegnare al cliente,
- la redazione di Istruzioni Operative, valide per
tutte le commesse, per garantire la completezza e
la ripetibilità delle attività di progettazione ambientale.
Infine, a proposito della registrazione EMAS piuttosto
che della certificazione ISO 14001, ricordo che "EMAS",
in quanto schema di tipo pubblico che richiede un sistema
ISO 14001 e una Dichiarazione Ambientale, ha certamente
credibilità e visibilità maggiori.
Concludo, riprendendo una domanda che mi sento fare
spesso: "perché affrontare tutte queste difficoltà (e
relative spese) se il cliente, nell'acquisto, bada solamente
al prezzo ?". In genere rispondo che presto saranno
i prezzi dell'energia, la scarsità di risorse e i nuovi
costi per le emissioni inquinanti a cambiare le richieste
della clientela e che noi abbiamo la possibilità di
fare emergere queste esigenze; invece, non faccio discorsi
di coscienza ambientalista, di sopravvivenza del Pianeta
o di responsabilità verso le nuove generazioni perché
credo che non siano ancora motivazioni sufficientemente
forti. E' triste ma, almeno per ora, penso sia così.
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